“Procedono i lavori di sistemazione dell’alveo, che consistono in grandi movimenti dei sedimenti e nel raddrizzamento del corso del fiume Tenna. sono interventi deleteri per l’ecosistema fluviale e per la disponibilità di acqua per le popolazioni locali” – è la segnalazione espressa da Federico Spagnoli, presidente Legambiente Fermo e coordinatore delle associazioni ecologiste del Fermano.
Siamo costernati nel vedere il ripetersi di interventi di sistemazione idraulica del fiume Tenna improntati su concetti superati da tempo e cioè che considerano il fiume solo come un canale da mantenere dritto, distruggendo qualsiasi forma di vita vegetale e animale e che non considerano l’ecosistema fluviale nel suo insieme con le sue interazioni con l’ambiente circostante – prosegue il presidente Legambiente Fermo – . Siamo di nuovo delusi nel vedere interventi che non applicano concetti moderni e ineludibili in qualsiasi intervento fluviale come la rinaturalizzazione del corso d’acqua o la possibilità di divagazione, che permette al fiume di migliorare la sua capacità di autodepurazione e di alimentazione delle falde idriche, quest’ultima importante nei casi di scarsità idrica come il presente. Questi interventi aumentano la velocità dell’acqua che non ha tempo di essere assorbita dal terreno e rischia di mettere a repentaglio i piloni dei ponti, oltre che i centri abitati a valle. E poi ci chiediamo che validità hanno questi interventi se vengono sistematicamente ripetuti nel tempo e dopo poco tutto torna come prima.
Si giustificano questi interventi con l’esigenza di “somma urgenza” – ammonisce Federico Spagnoli – che purtroppo svicola la gara pubblica e propone discutibili idee di poche persone e che sottraggono fondi ad interventi di più largo respiro che possono far risparmiare nel medio e lungo periodo. Per quale motivo gli uffici addetti e gli amministratori si ostinano ad ignorare strumenti moderni come il “Contratto di Fiume”? O più semplici approcci più qualificanti che considerano il fiume come un ecosistema complesso, con il suo bacino, la sua falda, i versanti, la sua vegetazione, e la sua fauna, e non un canale. E siamo stufi di dover ripetere sempre le stesse parole sui fiumi, dopo più di trent’anni”.